16
dicembre 2000
Ai Concittadini Saronnesi
Un altro anno sta per terminare, con l'attesa coda
delle festività e le aspettative - rinnovate ogni dicembre - di qualcosa di migliore.
Sogno e speranza sono il sale della vita: se questi sentimenti non ci fossero, la
quotidianità sarebbe grigia e spenta.
Il clima natalizio, anche se non si è più bambini, contiene in sé qualcosa di speciale
e di irripetibile nelle altre occasioni festose dell'anno; nonostante la frenesia degli
acquisti o dei viaggi lontani, è il periodo in cui inevitabilmente - per fortuna, vorrei
dire - ci confrontiamo, magari in modo inconscio, con le radici familiari e collettive
della nostra comunità; recuperiamo per qualche giorno ritmi meno macchinosi, ci
disponiamo ad essere più gentili, con gli altri e con noi stessi.
Sono consapevole che poi, passata l'Epifania, si ritornerà come prima;
ma, almeno, il sogno di una tregua, dello spirito anzitutto, lo avremo vissuto
effettivamente, avremo sperimentato, anche se brevemente, l'importanza dell'attenzione
verso la nostra umanità.
Un Natale in più, un po' di condivisione in più; una traccia da seguire. Buone feste,
dunque, ai miei concittadini; che tutti, senza distinzione, possano sentire gli augùri dentro di sé, per proiettarne fuori , tutto
l'anno, i frutti del bene e della pace.
Buon Natale, buon 2001.
Saronno, dicembre 2000.
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