18 Luglio 2000
Gentile Signora,
per quanto sia possibile verificare secondo i dati degli immigrati regolari, l'aumento da
Lei notato non vi sarebbe; il problema è quello degli immigrati irregolari, oggetto di
potente dibattito in sede nazionale in questi giorni.
I fatti da Lei segnalati sono corrispondenti al vero; i luoghi di maggiore concentrazione
sono quelli indicati; l'abuso di bevande alcooliche (anche leggermente alcooliche, come la
birra - che su chi non vi è abituato, per tradizione religiosa, produce effetti nefasti)
quotidiano.
Le Forze dell'Ordine (Carabinieri e Polizia Municipale) intervengono con attenta
frequenza, ma non possono essere dappertutto, impegnate come sono in tante altre
incombenze, altrettanto importanti (pensi ai controlli antistupefacenti).
Io credo che la risoluzione del problema non stia solo nella vigilanza e nella
repressione; occorrerebbe fornire agli extracomunitari che - anche se "regolari"
- il più delle volte sono qui soli, senza famiglia, qualche occasione di aggregazione
ordinata e rispettosa, non solo le piazze.
E' difficile, è un confronto a volte drammatico, cui non ci si deve sottrarre.
L'importante, a mio avviso, è che si crei un clima di rispetto reciproco e che
diminuiscano le pur comprensibili diffidenze.
L'Amministrazione tenta di muoversi in questo senso, ma la realtà è più dura
della teoria, sicché comprendo le Sue preoccupazioni, ma non "lo spavento": la
nostra città non registra picchi di insicurezza tale da indurre allo "spavento"
continuativo; non dico di sottovalutare il problema, però questo non dev'essere nemmeno
enfatizzato, altrimenti tutto appare ancora peggiore e le reazioni nostre si fanno
istintive e meno ragionate.
Ho occasione di incontrare molti extracomunitari, che vengono in Municipio per le più
svariate motivazioni; mi creda, spesse volte sono percorso da sentimenti di
preoccupazione per noi italiani, che non esitiamo ad approfittarci di situazioni di
necessità o ad accollare agli "altri" ogni colpa.
Certamente, se l'immigrazione fosse "regolare" e non incontrollata (con danno
grave soprattutto per chi viene qui da noi clandestinamente e disperatamente), il rispetto
della legalità, della sicurezza e dell'armonica integrazione sarebbe più semplice;
tocca, però, agli organi governativi assumere provvedimenti coerenti in tal senso, per
non scaricare sugli enti locali problemi che questi non sono attrezzati ad affrontare,
nonostante tutta la buona volontà.
Ringrazio Lei per la Sua e-mail e Le porgo i più cordiali saluti. |