20 luglio 2000
Carissimo Sindaco,
la ringrazio della sua tempestiva risposta ma purtroppo non posso essere daccordo su
quanto mi ha scritto. Naturalmente so che nella sua posizione questa poteva essere l'unica
risposta che poteva darmi, ma ritorno a sottolineare alcune affermazioni.
Sulla base della sua prima affermazione "secondo i dati degli immigrati regolari,
l'aumento da Lei notato non vi sarebbe", la inviterei a fare dei controlli per
verificare che effettivamente tutti quelli che stazionano nelle zone indicate appartengono
alla categoria dei "regolari". Poichè, al di là della documentazione comunale,
l'aumento è visibile non solo alla sottoscritta ma anche agli altri cittadini saronnesi.
Infatti è facile parlando con amici, conoscenti o persone che si incontrano
occasionalmente nei supermercati, alla fermata dell'autobus avere riscontro di quanto le
ho segnalato.
Non mi sembra neanche che Saronno sia,di sera, così popolata da noi cittadini, se non
nelle splendide, ma sporadiche occasioni, di aggregazione come per esempio "RTL
102.5 in piazza", "I nomadi".
Sono daccordo con Lei però quando dice che la risoluzione del problema non sta nella
repressione, questo è un metodo che in nessuna occasione andrebbe utilizzato. Credo però
che la "vigilanza" occorra sempre, non solo per gli extracomunitari ma in
generale; voglio far presente infatti come alcuni comuni si siano organizzati per delle
vigilanze supplementari con il contributo di cittadini volontari.
Fondamentale è il rispetto reciproco e la minimizzazione della diffidenza, sbagliato è
chiudere gli occhi di fronte la realtà attuale che non ha ancora metabilizzato questi
concetti.
Sono ancora daccordo con lei col fatto che non bisogna enfatizzare il problema ma nemmeno
evitarlo.
La parola "spavento" può essere tranquillamente scambiata con
"preoccupazione" , ma di fatto il concetto non cambia. Osservi da lontano,
magari, cosa succede quando una ragazza passa nelle zone "indicate" di sera,
dopo le 20.00; dopo forse anche per lei i due termini potranno essere utilizzati
indifferentemente.
È anche vero che la stessa cosa succederebbe se il gruppo che "bivacca" fosse
formato da italiani.
Per concludere, credo che sicuramente gli organi governativi devono dare indicazioni
precise, ma è anche vero che se noi abbiamo idee in merito o possediamo soluzioni che
localmente ci porterebbero dei vantaggi sia per i cittadini che per gli extracomunitari,
forse dovremmo alzare le mani , puntari i piedi e tentare di avere il supporto necessario
o le attrezzature che ci occorrono.
Se ogni ente locale, ogni paese, ogni persona facesse qualcosa allora potremmo eliminare o
attutire la mancanza di rispetto delle persone e delle regoli comuni di convivenza,
eliminare la diffidenza, eliminare stati di "preoccupazione" o di
"spavento".
Se gli enti governativi non facessero mai nulla, o non avessero le capacità di risolvere
questo problema della "irregolarità" dell'immigrazione?
Saremo sempre spettatori di cittadini che guardano gli enti locali, degli enti locali che
osservano i movimenti degli enti governativi, degli enti governativi che sentono
quelli europeii..........
Nell'attesa che il comune organizzi momenti di aggregazione degli immigrati....... che
consentano di attutire la mancanza di rispetto delle persone e delle regoli comuni
di convivenza, eliminare la diffidenza, eliminare stati di "preoccupazione" o di
"spavento", che consenta di farli sentire meno soli...
I cittadini di Saronno credo saranno felici di dargli tutto l'appoggio per ogni iniziativa
che intenderà intraprendere.
La ringrazio dell'attenzione e Le porgo i miei Cordiali Saluti.
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