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Risposta a "Extracomunitari"

21 Luglio 2000

E' facile, purché si abbia una posizione moderata, essere d'accordo con quanto detto sia da Sonia sia dal ns. Sindaco.

Si parla molto di extracomunitari. "Cacciateli...!", "Creiamo loro dei luoghi di accoglienza, poveretti...!", "Restino a casa loro...", "Ci servono...". Queste sono le frasi più ricorrenti. Parole offensive o di cordoglio. Spesso e volentieri, parole solidali che nascondono intenti ben diversi. In ogni caso, giudicate Voi...

Il mio intervento non vuole essere generico sul tema degli extracomunitari ma sulla ns. realtà saronnese. Non conosco le cifre e, sinceremente, non ho smania di venirne a conoscenza. Valuto in base a ciò che vedo e a ciò che vedono i miei concittadini.

Il problema è che nessuno di noi considera gli extracomunitari pari a noi. Credo che questo sia il punto fondamentale. Vengono strumentalizzati e trattati tutti allo stesso modo. Chi li accusa. Chi cerca di renderli vittime o eroi. In questo modo si tende a tutelare l'ubriaco che bivacca in piazza e spaventa le ragazze e a condannare il lavoratore onesto e generoso solo perchè non è italiano. Credo che considerare gli extracomunitari cittadini saronnesi sia il primo passo per poter usare il giusto peso di tutela o di repressione nei loro confronti. Lo stesso metro che useremmo nei confronti di un nostro concittadino.

Sono d'accordo con Sonia e capisco la sua paura. Non crediate che i ragazzi ne siano del tutto liberi... forse, la nascondono meglio! E non cerco la differenza tra "paura" e "preoccupazione", perché entrambe dovrebbero essere scalzate dalla "serenità" nel rientrare a casa o dal "piacere" di una passeggiata in centro.

Ma la colpa non è solo di chi bivacca. E' anche di chi lascia loro il posto per bivaccare.

Perché il centro di Saronno è sempre deserto? Avreste paura a passare davanti ad un gruppetto di persone ubriache se, in mezzo a loro, ce ne fossero una cinquantina sobri? Pensate a piazza Duomo a Milano. Ci trovate i personaggi più incredibili ma... sono la curiosità, la pena, il disprezzo, in quel caso, i sentimenti preponderanti! Non sono né la paura né la preoccupazione. Perché non siete soli!

Da anni, mi chiedo cosa abbia Legnano in più di Saronno. Il centro di questa città è sempre popolato. E tra la folla, non si notano ubriachi e malintenzionati. Eppure ci saranno ma... la folla da coraggio.

Mi sono complimentato personalmente con un rappresentante degli organizzatori di "radio-in-piazza". Non ho avuto occasione, ieri sera, di presenziare al concerto dei Nomadi, ma sono convinto che sia stata, in ogni caso, una bella serata per il centro di Saronno. Ma domani? Probabilmente, tutto tornerà com'era, in attesa di una nuova manifestazione.

Il punto è: cosa manca al centro di Saronno perchè possa piacere a noi Saronnesi? Vogliamo più bar, negozi aperti la sera, cinema in centro, più spettacoli in piazza, più panchine,... cerchiamo di promuovere, non solo disprezzare!

Dovremmo partire da qui. Non dobbiamo aspettare che il Comune cerchi delle forme di aggregazione per gli extracomunitari. Creiamole per i Saronnesi e lasciamo che si inneschi automaticamente un meccanismo per cui gli extracomunitari più socievoli e meritevoli si inseriscano. Gli altri continueranno a bivaccare, ma saranno distinti! Saranno punibili per un comportamento inadeguato, non per quanto riportato sul loro certificato di nascita!

Questa è la mia opinione... mi piacerebbe conoscere la Vostra!

Stefano