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Diocesi
di Milano
P.za Santuario, 1 |
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Oltre
a Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari, altri artisti vennero al Santuario
e vi lasciarono qualche opera della loro genialità.
Cesare Magni da Sesto fu chiamato nel 1533, prima del Ferrari, a continuare l'opera del Luini. Vi affrescò le due figure di S. Giorgio sopra la scaletta del pulpito, e di S. Martino che gli sta di fronte, simmetricamente al S. Rocco e al S. Sebastiano del Luini (oltre a tre "pitture fatte nella cappella del Cenacolo" ora scomparse, come si legge nel contratto del 1-3-1534). Bernardino
Lanino da Vercelli, discepolo del Ferrari,
nel 1547 dipinse i sei quadri dei triangoli sotto il tiburio: il parto
di Eva e il lavoro di Caino e di Abele (sopra la cappella del Cenacolo),
il sacrificio di Caino e Abele e l'Uccisione di Abele (sopra l'arco di
mezzo), la maledizione di Caino e il messaggio di Adamo alla sua discendenza
(sopra la cappella della Passione). Il Lanino dipinse pure la cappella
della Pietà che sorgeva sul piazzale in corrispondenza alla edicola
del primo miracolo, e demolite poi insieme per l'ampliamento del Santuario.
Del pittore Camillo Procaccini (1598) sono le belle tele: l'orazione di Gesù nell'orto e il bacio di Giuda che si trovano ai lati dell'altare del cenacolo, come pure il Servizio della mensa al fondo della stessa cappella e i due quadri ad olio dell'Arcangelo Gabriele e Maria Annunciata che ora si trovano in Sacristia. Invece
è di Giulio Cesare Procaccini
il grande quadro, pure in Sacristia, raffigurante la Madonna con i Santi
Giacomo, Ambrogio e Carlo.
La
pala dell'altare di S. Anna è di Ambrogio
Legnani (1675) al quale si attribuisce anche
la graziosa porticina del tabernacolo dell'altare maggiore; la pala di
S. Giovanni Battista è di Filippo Abbiati
(1677).
Ad
Alberto
da Lodi (1529) venne infine affidato l'incarico
di ornare i cornicioni, gli archi, le lesene, intorno alle Cappelle e all'atrio,
e le nicchie a fianco degli archi. Egli dipinse pure e mise in oro gran
parte delle statue che popolano la Cupola e le Cappelle.
A
intarsiarle fu il valente Andrea da Milano.
Nel 1528 comparvero nelle nicchie sopra gli affreschi dei Santi le statue
di S. Lucia e S. Agata (sul lato della Cappella della Deposizione), S.
Maria Maddalena e S. Giovanni (di fronte) S. Apollonia e S. Marta (lato
del Cenacolo); sopra l'arco della Cappella della Deposizione s'affacciarono
i mezzi busti di Daniele e di Salomone; sopra l'arco del Cenacolo, quelli
di Abacuc e di Isaia profeti.
Alla base della Cupola le statue dei Profeti e delle Sibille, alternate in ciascuna nicchia binata: queste sono del Maestro Giulio da Oggiono che le ha intagliate nel 1539. |