Gli altri Artisti

Diocesi di Milano
PARROCCHIA - SANTUARIO
BEATA VERGINE DEI MIRACOLI
Basilica Romana Minore - Chiesa giubilare

P.za Santuario, 1

Tel. 02/960.30.27 - Fax 02/960.50.89
21047 SARONNO - (VA)

 

 

 


 

 

Oltre a Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari, altri artisti vennero al Santuario e vi lasciarono qualche opera della loro genialità.
Cesare Magni da Sesto fu chiamato nel 1533, prima del Ferrari, a continuare l'opera del Luini. Vi affrescò le due figure di S. Giorgio sopra la scaletta del pulpito, e di S. Martino che gli sta di fronte, simmetricamente al S. Rocco e al S. Sebastiano del Luini (oltre a tre "pitture fatte nella cappella del Cenacolo" ora scomparse, come si legge nel contratto del 1-3-1534).
 
 
 
 
 
 
 

Bernardino Lanino da Vercelli, discepolo del Ferrari, nel 1547 dipinse i sei quadri dei triangoli sotto il tiburio: il parto di Eva e il lavoro di Caino e di Abele (sopra la cappella del Cenacolo), il sacrificio di Caino e Abele e l'Uccisione di Abele (sopra l'arco di mezzo), la maledizione di Caino e il messaggio di Adamo alla sua discendenza (sopra la cappella della Passione). Il Lanino dipinse pure la cappella della Pietà che sorgeva sul piazzale in corrispondenza alla edicola del primo miracolo, e demolite poi insieme per l'ampliamento del Santuario.
 
 
 
 

Del pittore Camillo Procaccini (1598) sono le belle tele: l'orazione di Gesù nell'orto e il bacio di Giuda che si trovano ai lati dell'altare del cenacolo, come pure il Servizio della mensa al fondo della stessa cappella e i due quadri ad olio dell'Arcangelo Gabriele e Maria Annunciata che ora si trovano in Sacristia. 

Invece è di Giulio Cesare Procaccini il grande quadro, pure in Sacristia, raffigurante la Madonna con i Santi Giacomo, Ambrogio e Carlo.
 

La pala dell'altare di S. Anna è di Ambrogio Legnani (1675) al quale si attribuisce anche la graziosa porticina del tabernacolo dell'altare maggiore; la pala di S. Giovanni Battista è di Filippo Abbiati (1677).
 

Ad Alberto da Lodi (1529) venne infine affidato l'incarico di ornare i cornicioni, gli archi, le lesene, intorno alle Cappelle e all'atrio, e le nicchie a fianco degli archi. Egli dipinse pure e mise in oro gran parte delle statue che popolano la Cupola e le Cappelle.
 

A intarsiarle fu il valente Andrea da Milano. Nel 1528 comparvero nelle nicchie sopra gli affreschi dei Santi le statue di S. Lucia e S. Agata (sul lato della Cappella della Deposizione), S. Maria Maddalena e S. Giovanni (di fronte) S. Apollonia e S. Marta (lato del Cenacolo); sopra l'arco della Cappella della Deposizione s'affacciarono i mezzi busti di Daniele e di Salomone; sopra l'arco del Cenacolo, quelli di Abacuc e di Isaia profeti.
Lo stesso Andrea da Milano approntò le statue della Deposizione (otto) e quelle dell'Ultima Cena (tredici); come pure la grande statua dell'Assunta e quella dell'Eterno Padre che s'affaccia dall'alto della Cupola.
 

Alla base della Cupola le statue dei Profeti e delle Sibille, alternate in ciascuna nicchia binata: queste sono del Maestro Giulio da Oggiono che le ha intagliate nel 1539.

Gaudenzio Ferrari
Bernardino Luini